La diversità alla base dell'umanità e dell'Islam (Sermone del 30.08.2013)
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Sermone del venerdì. In italiano dal minuto 24:33 Tema: Siamo tutti diversi, bisogna accettare le differenze e accogliere e guidare chi é rimasto indietro.
Voci dal web «Che scherzo è questo, cosa succede?» Le reazioni ai terribili fatti di sangue a Londra colte nella pagina Facebook della Lega dei musulmani in Ticino Giornale "Corriere del Ticino", 03.06.2013 «Assalamu Aleikom, Pace a tutti voi. Questa è la pagina ufficiale de ‘ La Lega dei musulmani in Ticino ’». Si presenta così uno dei due maggiori centri aggregativi islamici del cantone su Facebook. Un punto d’osservazione privilegiato per entrare in contatto con i pensieri e le iniziative che animano gli islamici di casa nostra. La pagina , gratificata da 1.331 «mi piace» , raccoglie post di varia natura ed è in italiano. Una forte attenzione è dedicata all’informazione internazionale. C’è, per esempio, un messaggio che invita ad adottare piccoli orfani siriani. In rete, oltre alla solidarietà, si condividono speranze e battaglie. «Oh Allah – leggiamo per esempio in un messaggio pubblicato alla fine di maggio – accorda l’aiuto e la vittoria ai nostri fratelli musulmani (i...
◊ Che cosa è l'Islam? Islam non è una religione nuova, bensì è la stessa verità rivelata da Dio a tutti i suoi profeti dalla creazione del mondo. Per un quinto della popolazione mondiale, Islam è sia religione, sia stile di vita. I Musulmani professano una religione di pace, misericordia e perdono che nulla ha a che vedere con le gravi vicende erroneamente associate all'Islam. ◊ Chi sono i Musulmani? Un miliardo di persone di ogni razza, nazionalità e cultura - dalle Filippine del Sud fino alla Nigeria - sono legate da una unica, comune, fede islamica. Circa il 18% risiede nel mondo arabo; la comunità musulmana più numerosa del mondo si trova in Indonesia; vaste zone del continente asiatico e gran parte dell'Africa sono abitate da popolazioni di religione islamica, mentre numerose minoranze risiedono nell'ex Unione Sovietica, in Cina, nell'America Settentrionale e Meridionale ed in Europa. ◊ In che cosa credono i Musulmani? I Musulmani credono in un Un...
Assalamu Aleikom, qui sotto riportiamo l'intervista fatta a Sheikh Samir dal Giornale del Popolo riguardo al nostro mese Sacro del Ramadan, in verde trovate i punti corretti dallo sheikh ma purtroppo non pubblicati nella versione cartacea. Ramadan, oltre il digiuno anche la carità per i poveri [di N. Mazzi, Giornale del Popolo del 25.07.2012] GdP - 25.07.2012 Da qualche giorno è iniziato il mese sacro per i musulmani: il Ramadan e cioè il “mese torrido”. Un periodo di digiuno, ma che nella tradizione è il mese in cui il Profeta Muhammad ricevette la rivelazione dei primi versetti del Corano, il libro sacro dell’Islam. Si calcola che in tutto il mondo siano 1 miliardo e 200 milioni i fedeli musulmani coinvolti da questo importante appuntamento. Con l’Imam Jelassi Radouan Samir , guida spirituale della Lega dei musulmani in Ticino, abbiamo approfondito l’argomento. Ci sono delle differenze sull’inizio del Ramadan. Come mai? Dipende dalla luna e dagli strumenti (m...
IL CAIRO. Fra di loro anche Naguib Sawiris, fratello maggiore del magnate di Andermatt Samih. 20 minuti, 11.07.2013 Cosa ci si aspetta da un Paese appena uscito da un golpe militare e che tenta a fatica di insediare un governo provvisorio? In principio che tutti i servizi forniti direttamente o indirettamente dallo Stato siano allo sbando. In Egitto, dopo la caduta del presidente Morsi, sorprendentemente avviene proprio il contrario: scomparse le colonne alle pompe di benzina causate dalla penuria di carburante, finiti gli esasperanti blackout elettrici e ritorno della polizia a garantire la sicurezza per le strade. Per la Fratellanza musulmana e per gli egiziani più smaliziati, l’improvvisa scomparsa di questi che erano importanti motivi di malcontento contro il presidente islamista ha una ragione chiara: il personale rimasto in servizio dopo la caduta dell’ex-presidente Mubarak e a lui fedele ha remato contro Morsi facendo il possibile per far peggiorare la qualità della vita so...
[Giornale del Popolo, 20.10.2011] Samir Radouan Jelassi È figlio di un sindacalista tunisino a lungo perseguito con la sua famiglia a causa delle sue idee e, anche lui, ha dovuto fuggire dal suo Paese per mancanza di libertà. Samir Jelassi Radouan è imam e ricercatore all’Università della Svizzera italiana, ed è sotto questa ultima veste che ha accettato di parlare dell’imminente voto nel suo Paese. Come vivete la vigilia di queste elezioni? Con una grande speranza. Queste elezioni democratiche e pluraliste sono il primo frutto della primavera araba che è iniziata proprio nel nostro Paese. Oggi in Tunisia si respira un’atmosfera di democrazia e di libera scelta. Molti temono che il Paese finisca in mano agli islamisti che lo trasformeranno in uno Stato islamico. Questa era un argomento in voga ai tempi di Ben Ali ed altri dittatori che lo usavano come spauracchio per giustificare la repressione e la sopravvivenza di regimi corrotti e totalitari, chiudendo le port...
Il presidente della Lega Musulmani Slaheddine Gasmi è stufo che i partiti di destra utilizzino i musulmani come capro espiatorio per ottenere voti. E risponde a Ghiringhelli "Perchè dite no al Burqa e sì agli arabi milionari ?" Ticino online del 15.01.2013 Articolo islamofobia in Germania LUGANO - Il presidente della Lega Musulmani è stufo che i partiti di destra utilizzino i musulmani come capro espiatorio per ottenere voti. Pochi giorni fa in Germania è stata pubblicata una ricerca universitaria che conferma la crescente ostilità da parte del popolo tedesco nei confronti dei musulmani. Thilo Sarrazin, senatore di Berlino, nel 2010 ha definito i musulmani di provenienza turca e araba “troppo improduttivi, troppo ignoranti e troppo prolifici”. Sulla stessa lunghezza d’onda la Cancelliera Angela Merkel che aveva parlato di “approccio multiculturale fallito”. La comunità musulmana tedesca da anni lotta affinché l’islamofobia venga riconosciuta dalla legge, non solo in Germani...
(Oppressione vs. Protezione) Perché le donne occidentali vedono il velo islamico come simbolo di sottomissione all'uomo? Le donne cristiane hanno subito in passato un obbligo del velo come simbolo di sottomissione all'uomo. Nel Nuovo Testamento, nella "Prima lettera ai Corinzi" di Paolo (11:7-10) si legge: Lettera ai Corinzi 11:7 Poiché, quanto all'uomo, egli non deve coprirsi il capo, essendo immagine e gloria di Dio; ma la donna è la gloria dell'uomo; 11:8 perché l'uomo non viene dalla donna, ma la donna dall'uomo; 11:9 e l'uomo non fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo. 11:10 Perciò la donna deve, a causa degli angeli, avere sul capo un segno di autorità. Mentre n un'altra lettera Paolo dice: “Nelle riunioni delle comunità le donne dovranno tacere perché non è loro consentito di parlare, ma devono restare sottomesse e se vogliono sapere qualcosa lo devono chiedere, a casa, al marito. Devono avere sul capo il velo in segno ...
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