◊ Che cosa è l'Islam? Islam non è una religione nuova, bensì è la stessa verità rivelata da Dio a tutti i suoi profeti dalla creazione del mondo. Per un quinto della popolazione mondiale, Islam è sia religione, sia stile di vita. I Musulmani professano una religione di pace, misericordia e perdono che nulla ha a che vedere con le gravi vicende erroneamente associate all'Islam. ◊ Chi sono i Musulmani? Un miliardo di persone di ogni razza, nazionalità e cultura - dalle Filippine del Sud fino alla Nigeria - sono legate da una unica, comune, fede islamica. Circa il 18% risiede nel mondo arabo; la comunità musulmana più numerosa del mondo si trova in Indonesia; vaste zone del continente asiatico e gran parte dell'Africa sono abitate da popolazioni di religione islamica, mentre numerose minoranze risiedono nell'ex Unione Sovietica, in Cina, nell'America Settentrionale e Meridionale ed in Europa. ◊ In che cosa credono i Musulmani? I Musulmani credono in un Un...
CdT.ch - La via islamica alla democrazia di ALESSANDRO LETO - La prima fase della Primavera araba si chiude proprio dove tutto era cominciato, in Tunisia, con nuove elezioni autenticamente democratiche e pluraliste. Ha vinto Annahda, partito di ispirazione islamica moderata, da lungo tempo esiliato dalla vita politica e i cui dirigenti, pur se perseguitati dalla repressione di Ben Ali, rifuggono la violenza come forma di lotta politica. Questa formazione, dal nome tipicamente confessionale (Rinascita), si ispira all’AKP turco di Erdogan, capace di coniugare valori islamici pur all’interno di un quadro di riferimento istituzionale di chiara matrice laica. Ma vincere le elezioni è solo il primo passo di un lungo cammino che prevede innanzitutto la pacificazione nazionale, poi la formazione di un governo di coalizione ed infine la stesura di una nuova costituzione condivisa. Sarà un percorso complesso, che passa obbligatoriamente per il recupero dell’ordine pubblico dopo i disordini post...
Assalamu Aleikom, qui sotto riportiamo l'intervista fatta a Sheikh Samir dal Giornale del Popolo riguardo al nostro mese Sacro del Ramadan, in verde trovate i punti corretti dallo sheikh ma purtroppo non pubblicati nella versione cartacea. Ramadan, oltre il digiuno anche la carità per i poveri [di N. Mazzi, Giornale del Popolo del 25.07.2012] GdP - 25.07.2012 Da qualche giorno è iniziato il mese sacro per i musulmani: il Ramadan e cioè il “mese torrido”. Un periodo di digiuno, ma che nella tradizione è il mese in cui il Profeta Muhammad ricevette la rivelazione dei primi versetti del Corano, il libro sacro dell’Islam. Si calcola che in tutto il mondo siano 1 miliardo e 200 milioni i fedeli musulmani coinvolti da questo importante appuntamento. Con l’Imam Jelassi Radouan Samir , guida spirituale della Lega dei musulmani in Ticino, abbiamo approfondito l’argomento. Ci sono delle differenze sull’inizio del Ramadan. Come mai? Dipende dalla luna e dagli strumenti (m...
IL CAIRO. Fra di loro anche Naguib Sawiris, fratello maggiore del magnate di Andermatt Samih. 20 minuti, 11.07.2013 Cosa ci si aspetta da un Paese appena uscito da un golpe militare e che tenta a fatica di insediare un governo provvisorio? In principio che tutti i servizi forniti direttamente o indirettamente dallo Stato siano allo sbando. In Egitto, dopo la caduta del presidente Morsi, sorprendentemente avviene proprio il contrario: scomparse le colonne alle pompe di benzina causate dalla penuria di carburante, finiti gli esasperanti blackout elettrici e ritorno della polizia a garantire la sicurezza per le strade. Per la Fratellanza musulmana e per gli egiziani più smaliziati, l’improvvisa scomparsa di questi che erano importanti motivi di malcontento contro il presidente islamista ha una ragione chiara: il personale rimasto in servizio dopo la caduta dell’ex-presidente Mubarak e a lui fedele ha remato contro Morsi facendo il possibile per far peggiorare la qualità della vita so...
Fonte: "Il Caffé" del 15.09.2013 L’attesa, le paure e la replica delle comunità islamiche del Paese La comunità islamica del Ticino attende l’esito della votazione di domenica 22 settembre con un misto di rassegnazione e di orgoglio. Più che la paura dell’allargarsi della crepa creata dal voto contro i minareti” del 2009, il timore è che il sentimento anti-islamico si diffonda ancor di più . Timori come quelli espressi dalle donne musulmane presenti tra il folto pubblico per il dibattito: “Burqa: libertà di chi per chi” , che si è tenuto govedì scorso al Palazzo dei congressi di Lugano. “ Una fede non si cancella. Non ci sono riusciti i regimi comunisti in sessant’anni e non ci riusciranno certo le forze di estrema destra ticinesi - afferma senza nascondere la sua amarezza il presidente della Lega dei musulmani ticinesi, Gasmi Slaheddine -. Siamo pronti ad assorbire l’impatto di quello che già prevediamo essere un successo del divieto di ‘dissimulare il volto’, ma non è qu...
[Giornale del Popolo, 20.10.2011] Samir Radouan Jelassi È figlio di un sindacalista tunisino a lungo perseguito con la sua famiglia a causa delle sue idee e, anche lui, ha dovuto fuggire dal suo Paese per mancanza di libertà. Samir Jelassi Radouan è imam e ricercatore all’Università della Svizzera italiana, ed è sotto questa ultima veste che ha accettato di parlare dell’imminente voto nel suo Paese. Come vivete la vigilia di queste elezioni? Con una grande speranza. Queste elezioni democratiche e pluraliste sono il primo frutto della primavera araba che è iniziata proprio nel nostro Paese. Oggi in Tunisia si respira un’atmosfera di democrazia e di libera scelta. Molti temono che il Paese finisca in mano agli islamisti che lo trasformeranno in uno Stato islamico. Questa era un argomento in voga ai tempi di Ben Ali ed altri dittatori che lo usavano come spauracchio per giustificare la repressione e la sopravvivenza di regimi corrotti e totalitari, chiudendo le port...
La vicenda è stata strumentalizzata da molti siti e pagine spazzatura per aizzare odio indiscriminato verso i musulmani. BUFALA – Norvegia, le proteste dei musulmani contro un crocifisso Fonte: Bufale e dintorni Questa notizia ha cominciato a gironzolare in Italia su Facebook e sulla blogosfere intorno al 7 novembre 2013. In pochissimi giorni c’è stato un ping pong di testate giornalistiche autorevoli e non che hanno pubblicato la notizia con qualche variante. Il fattor comune era che, a seguito di una protesta di musulmani che sono una minoranza in Norvegia , la conduttrice televisiva e giornalista dell’emittente norvegese NRK Sørlandet , Siv Kristin Saellmann è stata costretta a togliersi un ciondolo a forma di croce. Alcune testate giornalistiche hanno confermato che i musulmani erano i responsabili della protesta, altri hanno affermato che la conduttrice era stata licenziata , altri ancora hanno detto che era stata sospesa ...
Jazak Allah Khairan
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